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Quando la tecnologia fa crescere il podcast

In occasione di Hear and now, l’edizione 2022 del Podcast Upfront, evento promosso da IAB per fare il punto sul mondo del podcasting e lanciare nuove tendenze, è stata pubblicata dallo stesso Interactive Advertising Bureau e da PricewaterhouseCoopers l’annuale rapporto sul podcasting.

Oltre ad annunciare entro il 2024 una crescita del volume di affari stimata intorno ai 4 miliardi di dollari, la ricerca si è concentrata sui motivi di questa evoluzione impressionante. Che non sono legati esclusivamente a un aumento degli show, degli ascoltatori o dei tempi di ascolto, che pure ci sono stati. 

L’incremento è dovuto soprattutto agli investimenti pubblicitari, che sono in aumento grazie ai progressi tecnologici.

Negli ultimi due anni, il cambiamento è stato epocale: gli annunci posizionati in modo “dinamico” erano la metà nel 2019; nel 2021 la quota è salita all’84%.

Mentre prima gli annunci pubblicitari venivano posizionati in base al genere e al contenuto del podcast, (il che rendeva la base di ascolto molto ampia, ma spesso inefficace), adesso è possibile indirizzare gli ascoltatori in base a geolocalizzazione, età e sesso; e, aspetto per niente secondario, ci sono nuovi strumenti che consentono di valutarne l’efficacia. Questo ha portato certamente dei benefici agli investitori, che hanno la possibilità di massimizzare i risultati di una campagna, ma anche necessariamente ai podcaster che, per esempio, adesso possono monetizzare anche vecchi cataloghi.

Anche le piattaforme di podcasting sono entrate nell’ottica di “seguire” l’ascoltatore, come già accade per le pubblicità sui social e questo consentirà di creare match sempre più accurati tra target e brand. Questo approccio però confligge non poco con la necessità di tutelare la privacy degli utenti, ed è a partire da questo che alcune aziende stanno cercando di introdurre delle nvoità: un esempio molto promettente è quello di Acast, che ha lanciato il Conversational Targeting. Basato sulla trascrizione dei podcast, questo tipo di posizionamento prende in considerazione non l’argomento del podcast in via generale, ma esattamente quello di cui si sta parlando in quel singolo episodio: la conversazione e non il singolo utente è al centro di questo approccio. In questo modo, mirando alle singole conversazioni, gli inserzionisti possono approfondire i contenuti dei podcast per posizionare il proprio marchio nel modo più pertinente possibile.

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